{"id":1329,"date":"2024-12-02T07:05:12","date_gmt":"2024-12-02T06:05:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/?p=1329"},"modified":"2025-09-14T10:34:55","modified_gmt":"2025-09-14T08:34:55","slug":"vedo-sento-annuso-tocco-e-assaggio-quindi-sono-cavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/2024\/12\/02\/vedo-sento-annuso-tocco-e-assaggio-quindi-sono-cavallo\/","title":{"rendered":"VEDO, SENTO, ANNUSO, TOCCO E ASSAGGIO, QUINDI SONO&#8230; CAVALLO"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il cavallo la parola &#8220;vista&#8221;, &#8220;udito&#8221;, &#8220;olfatto&#8221;, &#8220;tatto&#8221; e &#8220;gusto&#8221; non hanno lo stesso significato che per noi.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, <strong>il primo passo<\/strong> per comprendere appieno il comportamento, la psicologia e le necessita\u0300 etologiche del cavallo e\u0300 imparare come lui percepisce il mondo che lo circonda, come reagisce agli stimoli e come utilizza i suoi sensi. Solo cosi\u0300 possiamo iniziare a comprendere veramente il suo punto di vista e avvicinarci a una comunicazione piu\u0300 autentica e rispettosa.<\/p>\r\n\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h2><strong>LA VISTA<\/strong><\/h2>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1437 alignleft\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1-300x82.png\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1-300x82.png 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1-1024x280.png 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1-768x210.png 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1-600x164.png 600w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.46.50-1.png 1040w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/>Nell&#8217;ambiente equestre si sentono molte &#8220;leggende&#8221;, spesso fantasiose, su come e cosa vedono i cavalli, scaturite da credenze popolari e derivate da un approccio poco scientifico (pero\u0300 tutti noi, quando abbiamo un problema alla vista, andiamo dal medico oculista e non dal mago). Non di rado queste &#8220;leggende&#8221; non sono corrette e ci portano a compiere degli errori di valutazione sul perche\u0301 il cavallo si comporti in una certa maniera.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;occhio del cavallo e\u0300, in dimensioni assolute, <strong>il piu\u0300 grande<\/strong> fra tutti i mammiferi terrestri e questo dato anatomico ci dice che fa molto affidamento sulle informazioni visive che provengono dall&#8217;ambiente. Questa caratteristica trova una precisa ragione nella vita in natura, perche\u0301 e\u0300 una preda e ha necessita\u0300 di una buona visione a distanza e di un ampio campo visivo per perlustrare, in maniera semplice e rapida, il territorio che lo circonda e valutare l&#8217;eventuale presenza di un pericolo, senza dover muovere molto la testa. In effetti, la conformazione anatomica e la posizione degli occhi del cavallo rispondono perfettamente a questa esigenza.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 1.6875em; text-align: left;\">Il campo visivo<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per altre specie predate (bovini, caprioli, galline e al tri animali) il cavallo ha gli occhi posti lateralmente nella parte alta della testa. Questa posizione anatomica gli permette una visione panoramica sia di fronte che su entrambi i lati del suo corpo. Ciascun occhio ha un campo visivo, prevalentemente laterale, di circa <strong>180-190 gradi<\/strong> e, dalla sovrapposizione dei due campi visivi, si forma <strong>un&#8217;area cieca<\/strong>, diretta verso la parte posteriore, piuttosto limitata (circa 50-60 gradi), che corrisponde in pratica al corpo del cavallo. Avrete notato che certe volte, per un&#8217;iniezione o altra manualita\u0300, si mette una mano a coppa sull&#8217;angolo esterno dell&#8217;occhio. Cosi\u0300 facendo s&#8217;impedisce al cavallo di vedere cosa succede al suo fianco e questo puo\u0300 tranquillizzarlo in quanto, non vedendo cosa succede, non e\u0300 motivato a eseguire comportamenti di anticipazione. Questo, pero\u0300, vuol dire anche che, mentre stringiamo il sottopancia o lo spazzoliamo, anche se tiene la testa diretta in avanti e in asse col proprio corpo, e\u0300 in grado di vedere cosa stiamo facendo. Un aspetto pratico, molto importante di quest&#8217;area cieca, risiede nella necessita\u0300 che ha il cavallo di alzare e girare leggermente la testa immediatamente prima di calciare. Se non lo fa, non puo\u0300 vedere cosa sta calciando. Questo comportamento e\u0300 uno dei tanti che puo\u0300 aiutarci a capire cosa gli passa per la testa. Se, per esempio, stiamo toelettando la coda e lui rimane tranquillo con la testa abbassata senza girarla, e\u0300 probabile che cio\u0300 che stiamo facendo non gli crei nessun disturbo; se al contrario ogni tanto alza la testa, la gira leggermente, anche restando fermo col corpo, e\u0300 probabile che stia cercando di vedere (e percio\u0300 capire) cosa succede dietro di lui; insomma, esiste la possibilita\u0300 che stia &#8220;prendendo le misure&#8221;.<\/p>\r\n\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h3><strong>Torniamo agli occhi del nostro cavallo<\/strong><\/h3>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I due campi visivi si sovrappongono parzialmente davanti al muso, formando una seconda zona cieca di forma triangolare che si estende per circa 1 metro e per un arco circa di 60 gradi partendo dalla fronte (dalla linea degli occhi) e in direzione del naso (la forma e l&#8217;estensione possono essere leggermente diverse da soggetto a soggetto, in funzione della conformazione anatomica e del portamento). In pratica, quando accarezziamo o grattiamo la fronte e la parte compresa fra il naso e la linea degli occhi, il cavallo non puo\u0300 vedere la nostra mano. Quest&#8217;area cieca e\u0300 forse responsabile dell&#8217;assur-da credenza che narra di come i cavalli, visto un oggetto con un occhio, non sono in grado di riconoscerlo con l&#8217;altro. In realta\u0300 se stiamo spazzolando la sua testa e, per andare da un lato all&#8217;altro, passiamo davanti alla fronte, e\u0300 come se scomparissimo, per poi riapparire improvvisamente nel campo visivo dell&#8217;altro occhio e cio\u0300 potrebbe dare reazioni lievi, come ritrarre la testa (comportamento di evitamento). Anche la comparsa improvvisa di qualcosa o qualcuno in un campo visivo monoculare o nell&#8217;altro puo\u0300 innescare movimenti di difesa o di nervosismo. Del resto anche noi avremmo delle reazioni improvvise se qualcosa che non conosciamo ci comparisse a sorpresa nel campo visivo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In realta\u0300 test cognitivi hanno dimostrato con certezza come il cavallo sia in grado di riconoscere forme e oggetti anche diversi fra loro, se li vede prima con un occhio e poi con l&#8217;altro. Comunque anche un po\u2019 di sano buon senso sarebbe sufficiente per capire come questa &#8220;leggenda&#8221; non abbia senso: immaginate un cavallo che, in natura, deve poter guardare un lupo con entrambi gli occhi per poterlo riconoscere?<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Piu\u0300 avanti della zona cieca anteriore, i due campi visivi si sovrappongono, dando luogo alla zona della visione binoculare che si estende per un arco di circa 60 gradi sopra il naso del cavallo fino all&#8217;infinito. Per completare la descrizione del campo visivo del cavallo dobbiamo dire che e\u0300 tendenzialmente schiacciato in senso verticale e largo in senso orizzontale, riflettendo la forma della pupilla. Infatti, se guardiamo il suo occhio, possiamo notare che la pupilla non ha forma tondeggiante come la nostra o quella di un cane, ma e\u0300 allungata ai lati e schiacciata dall&#8217;alto verso il basso ed e\u0300 attraverso di essa che si estende il campo visivo. Questo perche\u0301 la retina (il tessuto che riveste internamente l&#8217;occhio e che permette la percezione delle immagini) ha delle aree orizzontali con un&#8217;alta concentrazione di cellule sensibili, che fanno si\u0300 che l&#8217;area visiva a maggiore definizione sia tendenzialmente schiacciata in senso verticale e panoramica. Questo soddisfa le esigenze visive del cavallo, che ha bisogno di vedere prima possibile un qualsiasi movimento che avviene attorno a lui. Osservando il suo comportamento possiamo notare che, certe volte, quando vuole guardare un oggetto per terra (il classico sacchetto di plastica finito nel paddock), inclina la testa di lato. Cosi\u0300 facendo l&#8217;immagine dell&#8217;oggetto va a cadere, appunto, in questa zona a miglior definizione visiva della retina, cosa che non puo\u0300 accadere se il cavallo mantiene la testa nella posizione normale, pur vedendo comunque il sacchetto. E\u0300 lo stesso concetto per cui noi, notando qualcosa che ci interessa alla periferia dei nostri occhi, siamo costretti a girarci in quella direzione per poterlo vedere meglio. Questo ci spiega il motivo per cui un cavallo, in certe situazioni, alza improvvisamente la testa o scarta bruscamente in avanti quando un oggetto compare in un punto marginale del suo campo visivo: questi movimenti servono probabilmente a collocare l&#8217;oggetto nella zona della retina a miglior definizione visiva, per capire piu\u0300 rapidamente di cosa si tratta. Non dimentichiamoci che, in natura, pochi secondi possono fare la differenza fra vivere e diventare il pasto di un predatore. Cosi\u0300 si e\u0300 sviluppata la convinzione che i cavalli siano animali &#8220;paurosi&#8221; e &#8220;ombrosi&#8221;, dai quali bisogna sempre aspettarsi reazioni improvvise e apparentemente immotivate (per noi esseri umani). Immaginate un po&#8217; se dietro ad ogni angolo di strada potesse nascondersi qualcuno che vuole mangiarci: non saremmo tutti un po&#8217; &#8220;ombrosi&#8221;? Queste caratteristiche anatomiche dell&#8217;occhio del cavallo presentano differenze importanti fra razze diverse e anche fra singoli individui, per cui i comportamenti collegati possono presentarsi in maniera leggermente diversa da soggetto a soggetto.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h3><strong>Come cambia il campo visivo del cavallo quando lo montiamo<\/strong><\/h3>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cavallo ottiene una migliore visione del terreno flettendo leggermente la nuca, ed e\u0300 in questa posizione che tiene la testa quando si muove al passo. Questo movimento e\u0300 quasi impercettibile, ma si puo\u0300 notare quando muove il primo passo e diventa piu\u0300 evidente quando ha necessita\u0300 di vedere bene cosa sta davanti ai suoi arti anteriori, per capire se, per esempio, c&#8217;e\u0300 un ostacolo sul terreno e di quale entita\u0300 esso sia. Con una flessione piu\u0300 accentuata della nuca, tale che la linea del naso sia verticale al terreno o addirittura spostata indietro (cosa che purtroppo avviene in molte discipline sportive nelle quali, per qualche motivo non chiaro, si monta il cavallo &#8220;sul morso&#8221; per ottenere la cessione dell&#8217;incollatura), s&#8217;induce un&#8217;area di cecita\u0300 funzionale e il cavallo non puo\u0300 vedere bene il terreno di fronte a lui.\r\n<strong>E\u0300 opinione diffusa, fra appassionati e professionisti, che un cavallo cosi\u0300 montato sia piu\u0300 collaborativo, piu\u0300 docile alla mano del cavaliere e piu\u0300 attento alle richieste<\/strong>. In realta\u0300 la spiegazione piu\u0300 probabile e\u0300 che, a causa del deficit visivo che gli creiamo con l&#8217;iperflessione dell&#8217;incollatura, si renda solo piu\u0300 insicuro e i suoi movimenti diventino piu\u0300 cauti, cosi\u0300 da farlo sembrare piu\u0300 docile. La stessa cosa accade a noi quando non riusciamo bene a vedere dove mettiamo i piedi, ci muoviamo con molta piu\u0300 cautela e attenzione. Prima di usare martingale e strumenti simili pertanto, si dovrebbe considerare che queste restrizioni fisiche possono contribuire a limitare la visuale del cavallo e la capacita\u0300 di condurre se stesso e il cavaliere in maniera sicura sul terreno, sia quello morbido e livellato di un campo gara, sia quello di un sentiero di montagna.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, quando un cavallo inciampa, sempre chiedersi, per prima cosa, se cio\u0300 non sia dovuto ad azioni delle nostre mani che, limitandone la liberta\u0300 dell&#8217;incollatura, ne hanno ridotto la capacita\u0300 di vedere bene il terreno circostante. Chi fa trekking sa, o avra\u0300 sentito dire, che nei passaggi difficili e su sentieri impervi e\u0300 importante lasciare le redini lunghe per permettere al cavallo di vedere dove mettere gli zoccoli. Questo concetto, con le dovute differenze, e\u0300 valido in qualsiasi altra situazione, anche in campo gara, perche\u0301 portare un cavallo sul salto con una flessione molto accentuata della nuca, oltre ad aumentare la possibilita\u0300 di errore, puo\u0300 essere anche pericoloso.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h3><strong>La profondita\u0300 delle cose<\/strong><\/h3>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione del cavallo e\u0300 prevalentemente monoculare e ciascun occhio vede un campo visivo diverso dall&#8217;altro, mentre l&#8217;area di visione binoculare e\u0300 proiettata davanti al muso con un&#8217;ampiezza di circa 60 gradi. Quando pascola, tiene la testa a livello del terreno e il campo binoculare, diretto sopra il naso, gli permette di vedere bene l&#8217;erba che sta mangiando (questa e\u0300 forse la vera funzione della visione binoculare nel cavallo). In questa posizione, la visione laterale monoculare, si estende ai lati del corpo e gli permette di esplorare l&#8217;orizzonte e tenere sotto controllo cio\u0300 che lo circonda, senza dover alzare la testa. Per vedere oggetti lontani con la visione binoculare e\u0300 invece necessario, per il cavallo, alzare leggermente il naso nella direzione dell&#8217;oggetto, per sollevare il campo visivo binoculare e dirigerlo verso l&#8217;orizzonte. E\u0300 con questo movimento che il nostro amico puo\u0300 acquisire informazioni su distanze e profondita\u0300 delle cose, mentre normalmente la visione monoculare tende ad appiattire un po&#8217; gli oggetti (potete fare delle semplici prove guardando alcuni oggetti, o un panorama, chiudendo un occhio). Anche questo comportamento, di alzare leggermente il naso, si puo\u0300 facilmente notare portando il cavallo sull&#8217;ostacolo e lasciandogli liberta\u0300 nel muovere la testa. Tuttavia anche la visione monoculare permette di valutare le distanze, e\u0300 solamente meno precisa. Quando il cavallo si prepara a staccare per il salto, puo\u0300 scegliere se inclinare leggermente la testa di lato e usare la visione laterale (monoculare) per avere una visuale d&#8217;insieme dell&#8217;ostacolo, oppure se sollevare la testa per sfruttare la visione binoculare e valutarne distanza e profondita\u0300. L&#8217;importante e\u0300 lasciargli quel minimo di liberta\u0300 nell&#8217;incollatura affinche\u0301 abbia la possibilita\u0300 di scegliere come avvicinarsi. Cosi\u0300 facendo potra\u0300 tenere la testa in posizione naturale e, con lievi spostamenti del muso, cercare la migliore visione dell&#8217;ostacolo per valutarne altezza e profondita\u0300. Se invece lo costringiamo con l&#8217;incollatura troppo flessa e cediamo le redini solo sull&#8217;ultima battuta, o non le cediamo per niente, il rischio che non possa vedere e valutare bene l&#8217;ostacolo sara\u0300 molto alto. E questo, ovviamente, aumentera\u0300 il rischio di errori e d&#8217;incidenti.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei cavalli bradi le attivita\u0300 di pascolo e d&#8217;interazione sociale si protraggono, anche se in misura minore, per buona parte della notte: cio\u0300 significa che sono in grado di muoversi sul terreno con relativa facilita\u0300 anche in condizioni di semi oscurita\u0300. Del resto anche la nostra esperienza ci insegna come sia possibile camminare, trottare o addirittura galoppare al crepuscolo o sotto la luce della luna; basti pensare a qualche bella passeggiata fatta di notte o alle gare di endurance che spesso partono e arrivano con l&#8217;oscurita\u0300. La struttura anatomica della retina del cavallo e\u0300 effettivamente formata per vedere anche in condizioni di scarsissima luminosita\u0300, come indicato dalla prevalenza di bastoncelli rispetto ai coni (con un rapporto di 9 a 1). Inoltre, nell&#8217;occhio del cavallo, come in quello di quasi tutti i mammiferi (non nel nostro pero\u0300), c&#8217;e\u0300 una struttura fibrosa riflettente (tapetum lucidum), responsabile della colorazione verde brillante degli occhi degli animali durante la notte quando sono colpiti da un fascio luminoso, che amplifica la quantita\u0300 di luce che entra all&#8217;interno dell&#8217;occhio. Grazie a questa peculiarita\u0300 i cavalli, come quasi tutti gli animali, vedono meglio di noi in condizioni di poca luce. C&#8217;e\u0300 pero\u0300 un rovescio della medaglia: l&#8217;accumulo di luce sulla retina, per l&#8217;attivita\u0300 di questa struttura riflettente, provoca la perdita dei dettagli e la riduzione della definizione degli oggetti e puo\u0300 creare un deficit visivo momentaneo quando i cavalli devono passare dall&#8217;ombra alla luce intensa (e\u0300 come se l&#8217;occhio fosse colpito da un flash).<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Viceversa, la velocita\u0300 di adattamento all&#8217;oscurita\u0300, provenendo da un ambiente con molta luce, sembra che nei cavalli sia molto piu\u0300 lenta rispetto all&#8217;essere umano, cioe\u0300 avrebbero bisogno di un tempo considerevole (alcuni minuti) affinche\u0301 il loro occhio si adatti alla visione nell&#8217;oscurita\u0300. Tutto cio\u0300 puo\u0300 provocare dei comportamenti non desiderati, fino a delle vere e proprie difese quando, ad esempio, vogliamo farli entrare in un trailer che e\u0300 posto contro sole, o in generale ogni volta s&#8217;imponga loro di passare da un ambiente con molta luce a uno con poca (o viceversa). Ricordandoci questa carat-teristica, sapremo che i cavalli vedono meglio in un ambiente meno luminoso (con cielo nuvoloso) piuttosto che in condizioni di luce intensa (sole), per cui e\u0300 probabile che scuderie poco illuminate costituiscano un problema piu\u0300 per noi che loro. Mettere a fuoco. La struttura anatomica del cristallino del cavallo fa si\u0300 che non riesca a vedere bene da vicino; infatti, la capacita\u0300 di messa a fuoco migliore si ha da circa 1 metro davanti al muso fino all&#8217;orizzonte. Se pero\u0300 ci riflettiamo, potremo notare che al cavallo una buona vista da vicino non serve. Non deve leggere giornali ne\u0301 scrivere, e comunque la vicinanza degli oggetti ai suoi occhi e\u0300 limitata dalla lunghezza del muso; per tale ragione gli oggetti vicini sono investigati meglio e in maniera piu\u0300 efficace con l&#8217;olfatto e il tatto, che nel cavallo sono &#8220;sensi di prossimita\u0300&#8221;, , perche\u0301 adibiti all&#8217;esplorazione dell&#8217;ambiente nelle immediate vicinanze, mentre vista e udito servono a &#8220;scannerizzare&#8221; l&#8217;ambiente lontano. E\u0300 per questo che i cavalli hanno, invece, un&#8217;ottima acutezza visiva a distanza, cioe\u0300 sono tendenzialmente ipermetropi (come altri animali predati) per percepire prima possibile una sagoma lontana o i sottili movimenti che avvengono ai margini del loro campo visivo, che in natura possono rappresentare un potenziale pericolo.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h3><strong>I colori<\/strong><\/h3>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi e\u0300 dubbio che i cavalli vedano i colori. La fattrice riconosce il proprio puledro da una certa distanza con la vista. Tuttavia, non sappiamo di preciso come li vedano. Sappiamo che sono dicromatici, come la quasi totalita\u0300 dei mammiferi (eccetto l&#8217;essere umano e alcune scimmie), cioe\u0300 vedono solo due dei tre colori fondamentali. Mentre noi umani vediamo una vasta gamma di colori data dalla combinazione di rosso, blu e giallo, nei cavalli la gamma di colori e\u0300 data dalla sola combinazione di due fra questi tre colori: in pratica sono daltonici. Gli studi piu\u0300 recenti indicano come, probabilmente, vedano i colori in una scala di tonalita\u0300 che va dal giallo al blu passando, con qualche difficolta\u0300, per il verde, mentre non sarebbero in grado di distinguere accuratamente il rosso dal grigio; tuttavia non ne abbiamo la certezza. Forse l&#8217;intensita\u0300 della luce influisce sulla percezione dei colori e forse ci sono differenze individuali, quindi alcuni cavalli potrebbero vedere il rosso e non il giallo, o viceversa. Quello che e\u0300 certo e\u0300 che percepiscono bene il contrasto evidente fra colori, e chi pratica salto sa che gli ostacoli piu\u0300 difficili da affrontare sono quelli con una colorazione uniforme perche\u0301 il cavallo li distingue male dal resto dell&#8217;am-biente, e che, per contro, ostacoli con molti colori in contrasto gli risultano piu\u0300 evi-denti. I cavalli, come abbiamo detto, hanno un occhio grande con un&#8217;ampia pupilla. Questa conformazione e\u0300 particolarmente utile nel catturare la luce riflessa dentro il bulbo oculare, che e\u0300 amplificata dal tapetum lucidum. Cioe\u0300, l&#8217;occhio del cavallo e\u0300 strutturato per lavorare al meglio in condizioni di scarsa luminosita\u0300, permettendo un aumento sommatorio del segnale luminoso, senza perdere informazioni sulla risoluzione spaziale. Con questa conformazione la percezione dei colori e\u0300 probabilmente secondaria e sarebbe funzionale solo durante il giorno, al tramonto e all&#8217;alba.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre nella notte, al chiaro di luna o delle stelle in quella che e\u0300 chiamata &#8220;visione scotopica&#8221;, e\u0300 probabile che il cavallo perda la percezione dei colori, mantenendo pero\u0300 una notevole capacita\u0300 di rilevare movimenti e forme. Anche in questo caso ci sarebbe una spiegazione di tipo evolutivo piuttosto semplice; cos&#8217;e\u0300 piu\u0300 importante? Vedere il colore di un lupo o vederne la sagoma e i movimenti nell&#8217;oscurita\u0300? Insomma, per riassumere, i cavalli vedono molto piu\u0300 di noi in termini di quantita\u0300 d&#8217;informazioni visive che sono in grado di raccogliere dall&#8217;ambiente esterno, ma vedono peggio dal punto di vista qualitativo, cioe\u0300 della definizione dei contorni, della messa a fuoco e della capacita\u0300 di distinguere i colori, soprattutto da vicino.<\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\n<\/div>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h2><strong>L\u2019UDITO<\/strong><\/h2>\r\n<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1431 alignleft\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.53.08-300x143.png\" alt=\"\" width=\"619\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.53.08-300x143.png 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.53.08-420x200.png 420w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.53.08-600x287.png 600w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.53.08.png 632w\" sizes=\"(max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Com&#8217;e\u0300 logico aspettarsi, nei cavalli l&#8217;udito e\u0300 molto sviluppato. Chiunque avra\u0300 notato con quale e quanta facilita\u0300 le orecchie si muovano, insieme o indipendentemente l&#8217;una dall&#8217;altra, grazie a una decina di piccoli muscoli. Ciascun padiglione auricolare si muove ruotando su un arco laterale di circa 180 gradi, permettendo cosi\u0300 al cavallo un&#8217;ottima esplorazione dell&#8217;ambiente, alla ricerca di ogni possibile rumore. Questa capacita\u0300 di esplorazione acustica, praticamente a 360 gradi, dell&#8217;ambiente, non e\u0300 pero\u0300 accompagnata da una buona capacita\u0300 di localizzazione della fonte di suoni o rumori. In pratica i cavalli hanno un deficit di localizzazione del suono, rispetto a noi o a predatori come il cane o il gatto, e possono localizzare l&#8217;origine di un suono solo con un&#8217;approssimazione di circa +25 gradi rispetto al punto di origine. Forse questo puo\u0300 sembrare strano, ma anche questa volta, se ci riflettiamo un attimo, non lo e\u0300. Vi ricordate cosa abbiamo detto a proposito della vista? Al cavallo non serve vedere bene una possibile minaccia, ma gli e\u0300 indispensabile vederla prima possibile. Ebbene, cio\u0300 vale anche per l&#8217;udito: non importa, infatti, capire da quale punto preciso arriva il rumore, ma e\u0300 fondamentale sentirlo prima possibile.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto pero\u0300 ad animali predatori e a noi umani, il cavallo ha un udito costruito per sentire anche suoni molto deboli e gli studi sulla percezione uditiva del nitrito hanno dimostrato che riesce a percepire il richiamo dei suoi simili da distanze superiori ai 4 km. Inoltre, i cavalli hanno migliori capacita\u0300 di discriminazione fra suoni che hanno intensita\u0300 simili, cioe\u0300 sono in grado di distinguere fra due suoni che, per la loro frequenza, a noi sembrano uguali.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il range umano dell&#8217;udito e\u0300 compreso fra 20 Hz e 20 kHz, mentre quello del cavallo e\u0300 compreso fra 55 Hz e 33,5 kHz, con un intervallo di maggiore sensibilita\u0300 compreso fra 1 e 16 kHz, il piu\u0300 ampio fra tutti i mammiferi terrestri. Questo intervallo di frequenza del cavallo copre molto bene la voce umana, e per questo non sarebbe necessario, dal punto di vista &#8220;uditivo&#8221;, usare strumenti come il fischio o il clicker per il suo addestramento. Il cavallo puo\u0300 pertanto udire suoni ad alta frequenza (ultrasuoni) che noi non possiamo percepire, ma non puo\u0300 udire alcuni suoni a bassa frequenza che invece noi siamo in grado di sentire. Forse qualcuno avra\u0300 sentito dire che i cavalli sono piu\u0300 nervosi quando c&#8217;e\u0300 vento; questo e\u0300, in realta\u0300, parzialmente vero e alla base c&#8217;e\u0300 un motivo preciso: il vento conduce piu\u0300 facilmente suoni e odori, ma nello stesso tempo rende piu\u0300 difficile localizzarne la fonte e riuscire a distinguerli. In tal modo il cavallo, un animale predato che gia\u0300 fisiologicamente ha una ridotta capacita\u0300 di localizzazione del suono, con il vento e\u0300 in una condizione di attivazione del sistema nervoso simpatico, diciamo e\u0300 piu\u0300 allertato, piu\u0300 &#8220;sul chi vive&#8221;, perche\u0301 si trova in una situazione di difficolta\u0300 percettiva e il suo organismo cerca di concentrarsi per capire meglio il tipo e la provenienza dei suoni. E ricordiamoci inoltre che molti di questi suoni e rumori noi non possiamo sentirli. Non ci stancheremo mai di ripetere che questo sistema di percepire l&#8217;ambiente ha importanti ripercussioni pratiche, perche\u0301 un cavallo puo\u0300 spaventarsi apparentemente senza motivo, mentre in realta\u0300 i suoi sensi lo mettono in allerta perche\u0301 ha percepito un suono o visto qualcosa che noi invece non siamo in grado di vedere o sentire. Una considerazione indicativa delle differenze percettive fra noi e il cavallo e\u0300 che, quando presta attenzione a qualcosa, inarca il collo e drizza le orecchie, alla persona che gli e\u0300 accanto viene quasi spontaneo girarsi e dirigere lo sguardo nella direzione dove sono puntate le sue orecchie, alla ricerca (visiva) di cio\u0300 che ha generato questa reazione.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene e\u0300 molto probabile che l&#8217;attenzione del cavallo sia attratta da un rumore (o un movimento) che non possiamo percepire in alcun modo. Una delle regole che si apprendono quando si entra in contatto per la prima volta con il cavallo e\u0300, giustamente, di fare attenzione a quando &#8220;schiaccia&#8221; le orecchie indietro, perche\u0301 questo comportamento e\u0300 segno di minaccia. Forse, sarebbe ugualmente corretto sapere che le orecchie sono importanti perche\u0301 la loro direzione ci segnala dov&#8217;e\u0300 focalizzata la sua attenzione non solo quando sono rivolte entrambe nella stessa direzione, perche\u0301 anche il movimento di un solo orecchio ci aiuta a capire a cosa il cavallo sta prestando attenzione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe essere interessante fare questo piccolo esercizio pratico. Quando montiamo un cavallo che non conosciamo (possiamo farlo anche con cavalli che si conoscono), proviamo a fare caso a quando diamo un comando con la redine. Potremo notare che certe volte, nel momento di azione della mano, il cavallo muove verso di noi l&#8217;orecchio corrispondente (il sinistro per una volta a mano sinistra o viceversa). Ebbene, ci sta &#8220;dicendo&#8221; che presta attenzione alla nostra richiesta, al nostro comando. Cio\u0300 e\u0300 molto importante nel meccanismo di apprendimento perche\u0301, se cambia qualcosa nel nostro modo di dare quel comando, anche qualcosa di piccolo come una diversa tensione della redine o pressione della gamba, il cavallo puo\u0300 percepire tale cambiamento come un segnale diverso e ha quindi bisogno di capire, prestandovi attenzione piu\u0300 del solito, cosa stiamo chiedendo. Noi, che stiamo montando e notiamo questo comportamento, abbiamo l&#8217;obbligo di chiederci se i segnali che gli abbiamo inviato sono adeguati e coerenti con cio\u0300 che gli e\u0300 stato insegnato. Questo per dire che la direzione in cui sono puntate le orecchie aiuta a capire dove e\u0300 focalizzata l&#8217;attenzione del cavallo, e questo va inteso non solo in termini negativi.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;aperto i cavalli sembrano in grado di usare la posizione del corpo per localizzare un suono: un&#8217;ipotesi plausibile, in quanto, posizionando il proprio corpo in maniera adeguata, sarebbero in grado di amplificare i suoni facendoli rimbalzare sulla loro spalla, per farli giungere amplificati al padiglione auricolare dello stesso lato. Per tanto, quando un cavallo &#8220;scarta&#8221;, e\u0300 probabile che stia disponendo il suo corpo per consentire alla vista e all&#8217;udito di funzionare al meglio e permettergli cosi\u0300 di capire se c&#8217;e\u0300 un pericolo in giro. In questo caso sta solo facendo cio\u0300 che la natura gli ha insegnato e punirlo non serve a niente, anzi e\u0300 dannoso, perche\u0301 punire questi comporta-menti, significa inibire la sua capacita\u0300 di prestare attenzione all&#8217;ambiente, cosa che e\u0300, in linea generale, da evitare. Siamo noi a dover fare un piccolo sforzo per capire meglio i suoi comportamenti e far si\u0300 che si senta sicuro standoci accanto.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h2><strong>L\u2019OLFATTO<\/strong><\/h2>\r\n<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1432 alignright\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.54.56-300x128.png\" alt=\"\" width=\"653\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.54.56-300x128.png 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.54.56-600x256.png 600w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.54.56.png 712w\" sizes=\"(max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non e\u0300 mai stato annusato accuratamente da un cavallo alzi la mano. E\u0300 praticamente impossibile che cio\u0300 non accada e per una ragione molto semplice: i cavalli familiarizzano con gli oggetti, sconosciuti e non, nelle loro immediate vicinanze esplorandoli, annusandoli e toccandoli.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La lunghezza del naso dei cavalli indica che hanno un&#8217;ampia mucosa olfattiva (che e\u0300 il luogo deputato alla percezione degli odori). Questa caratteristica, e il fatto che nel sistema nervoso centrale il bulbo olfattivo sia molto piu\u0300 sviluppato che nell&#8217;essere umano, ci dice che gli odori e la loro valutazione hanno un posto molto importante nella percezione dell&#8217;ambiente. La particolare conformazione anatomica delle narici (che sono distanziate fra loro e non sono rigide come quelle del cane), la lunghezza delle cavita\u0300 nasali e l&#8217;enorme flusso di aria immesso durante la respirazione forniscono al cavallo la possibilita\u0300 di odorare l&#8217;aria in maniera quasi stereoscopica, attorno all&#8217;oggetto o al soggetto che vogliono esplorare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In aggiunta al normale sistema olfattivo, nel cavallo l&#8217;organo vomero-nasale (OVN) e\u0300 molto sviluppato ed e\u0300 usato per rilevare ferormoni nelle urine e per valutare altri odori giudicati strani, che percio\u0300 hanno bisogno di un&#8217;analisi accurata. Il cavallo usa il suo OVN durante il flehmen (talvolta etichettato come &#8220;sorriso&#8221;) in cui alza la testa e rivolge all&#8217;indietro il labbro superiore. In tal modo immette aria con l&#8217;odore da analizzare attraverso un&#8217;apertura nelle cavita\u0300 nasali fino all&#8217;OVN. Questo comportamento si puo\u0300 facilmente notare quando investiga le urine o le feci di un suo simile o quando lo stallone annusa una cavalla in calore, ma si puo\u0300 vedere anche quando incontra nuovi odori (come per esempio il deodorante di una per-sona) e sostanze potenzialmente irritanti. Diversamente da altre specie, l&#8217;OVN del cavallo non si apre nella cavita\u0300 orale. Infatti, invece di esibire il flehmen solo dopo il contatto delle labbra o della lingua con la sostanza odorosa da indagare (come fa il cane), i cavalli sono l&#8217;unica specie che puo\u0300 esibirlo in risposta a sostanze trasportate nell&#8217;aria. Il flehmen e\u0300 un segnale per gli altri cavalli ed ha un ruolo importante nella vita sociale, nell&#8217;investigazione sessuale, nel corteggiamento e nel riconoscimento dei conspecifici.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;olfatto e\u0300, infatti, usato nel riconoscimento individuale fra cavalli e fra essi e le persone che li accudiscono, oltre che ovviamente per riconoscere gli oggetti. Capita spesso di vedere un cavallo che, mentre e\u0300 sellato, prova ad annusare sella e finimenti, cosi\u0300 come e\u0300 facile notare che annusa spazzole, coperte e tutta una serie di oggetti familiari (per riconoscerli) o non familiari (per sentire la presenza di un altro cavallo o per capire cosa sono). E\u0300 molto probabile che cosi\u0300 facendo cerchi di riconoscere il proprio odore su quegli oggetti per avere la conferma che si tratta di oggetti familiari (ricordiamoci che da vicino i cavalli non vedono bene). Tutto cio\u0300 riveste un ruolo importante nell&#8217;acquisire sicurezza e serenita\u0300 rispetto all&#8217;ambiente e le persone. Un altro dettaglio, infatti, puo\u0300 riguardare l&#8217;odore che ci portiamo dietro, per esempio con le scarpe. Se accarezziamo un cavallo sconosciuto o ne calpestiamo le feci e poi entriamo nel box del nostro amico, questi potrebbe percepirne l&#8217;odore e quindi diventare nervoso.<\/p>\r\n\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h2><strong>IL TATTO<\/strong><\/h2>\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1434 alignleft\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.56.04-300x120.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.56.04-300x120.png 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.56.04-768x308.png 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.56.04-600x241.png 600w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.56.04.png 828w\" sizes=\"(max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensibilita\u0300 tattile varia nelle diverse regioni del corpo del cavallo: il garrese, la bocca, i fianchi e la regione del gomito sono le aree piu\u0300 sensibili, zone queste con cui siamo piu\u0300 in contatto quando lo montiamo. Il garrese, sul quale la sella non dovrebbe poggiare, la bocca e il muso che portano l&#8217;imboccatura, la cavezza o le briglie fuori- bocca, i fianchi dove agiscono le gambe (spesso con gli speroni) e la zona immediatamente dietro la regione del gomito, dove facciamo passare il sottopancia. Oggi sappiamo che queste zone del corpo del cavallo e in particolare l&#8217;area ai lati del torace (cioe\u0300 l&#8217;area che normalmente e\u0300 a contatto con la gamba del cavaliere) <strong>hanno una sensibilita\u0300 tattile che e\u0300 superiore a quella del polpaccio e dei polpastrelli delle nostre dita.<\/strong> Cio\u0300 ovviamente aumenta la possibilita\u0300 che il cavaliere dia al cavallo, anche senza volerlo, pressioni e segnali tattili che non hanno significato dal punto di vista della comunicazione e ai quali il cavallo puo\u0300 rispondere in un modo che non ci aspettiamo, o puo\u0300 assuefarsi. Se queste sono le aree piu\u0300 sensibili, si dovrebbe prestare molta attenzione quando si agisce su di esse, per non creare problemi alla comunicazione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo spesso accade che le aree piu\u0300 sensibili, sovra stimolate dalle pressioni che scaturiscono dalle nostre azioni, col tempo riducano la loro sensibilita\u0300 (e\u0300 un meccanismo naturale di difesa che s&#8217;instaura per diminuire la percezione del fastidio) e la conseguenza e\u0300 che sara\u0300 necessario aumentare le pressioni, cioe\u0300 gli stimoli impiegati per trasmettere un segnale. Il risultato e\u0300 che il cavallo puo\u0300 divenire sempre piu\u0300 insensibile alla nostra azione oppure, quando si supera la soglia del dolore, puo\u0300 manifestare direttamente comportamenti di difesa. Quando il cavallo pascola, capita che il ciuffo d&#8217;erba scelto venga vi\u0301a dal terreno con radici e terra attaccate: in questo caso lui riesce con la bocca, con cura e maestria, a separare gli steli di erba dalle radici e dalla terra. Questi comportamenti dovrebbero farci riflettere sul fatto che, quando lo montiamo, con un morso o un filetto che sia, applichiamo una pressione su una parte estremamente sensibile e importante.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il tatto, inoltre, dobbiamo sottolineare che negli animali in branco e\u0300 importante che ciascun membro sia sensibile alla presenza dei suoi simili nelle immediate vicinanze, soprattutto quando sono fisicamente in contatto. Questo puo\u0300 aiutarli a muoversi come gruppo coeso in caso di pericolo e aiuta a iniziare e favorire le sedute di mutual grooming, socialmente molto importanti. In particolare la stimolazione tattile che i cavalli si scambiano con il mutual grooming produce sensazioni piacevoli e ha effetto rilassante. Del resto, a chi non piacciono le carezze e i &#8220;grattini&#8221;, soprattutto in certe zone del corpo? Tuttavia la sensibilita\u0300 tattile va oltre il semplice contatto fisico con oggetti o altri cavalli Le vibrisse sono quei peli lunghi e spessi attorno agli occhi e al muso e sono peli tatili, estremamente sensibili. A ciascuno di essi corrisponde un&#8217;area ben precisa nel cervello. L&#8217;apparente crescita disorganizzata di questi peli sul muso dei puledri neonati si pensa sia finalizzata a facilitare la localizzazione dei capezzoli della madre. <strong>Le vibrisse<\/strong> informano il cavallo della sua distanza da una determinata superficie e possono servire anche a rilevare alcuni tipi di suono. Insieme alle labbra, le vibrisse raccolgono informazioni tattili durante il pascolamento e durante lo sfregamento della testa. Grazie ad esse i cavalli sono in grado di sentire la recinzione elettrica prima di toccarla, evitando cosi\u0300 la scarica. Uno studio ha dimostrato che il taglio delle vibrisse aumenta la possibilita\u0300 di ferite e contusioni sul muso durante il trasporto e grazie a questo studio, alcuni paesi ne hanno vietato il taglio in tutti gli animali. Nel nostro paese, purtroppo, e\u0300 ancora frequente vedere cavalli da competizione con il muso rasato.<\/p>\r\n\r\n<\/div>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<h2><strong>IL GUSTO<\/strong><\/h2>\r\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1433\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Screenshot-2024-11-28-alle-19.58.01-300x73.png\" alt=\"\" width=\"667\" height=\"162\" \/>\r\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\r\n<div class=\"section\">\r\n<div class=\"layoutArea\">\r\n<div class=\"column\">\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gusto, come l&#8217;olfatto, e\u0300 il risultato di un&#8217;interazione chimica tramite i recettori posti sulla mucosa della cavita\u0300 orale, localizzati quasi tutti sulla lingua. La sensazione del gusto percepita dal cavallo si presume che possa essere una gradazione di salato, acido, dolce e amaro, piu\u0300 o meno come la nostra, anche se non ci sono informazioni scientifiche precise.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gusto e\u0300 importante negli scambi sociali: quando due cavalli eseguono il <strong>mutual grooming<\/strong> e\u0300 come se si stessero &#8220;assaggiando&#8221; a vicenda e questo ne facilita il riconoscimento individuale. Il gusto inoltre aiuta i cavalli a determinare il potere calorico degli alimenti e, piu\u0300 in generale, a fornire informazioni nutrizionali. Per esempio, se la dieta di un cavallo e\u0300 povera di sodio, egli e\u0300 in grado di selezionare un foraggio con alto contenuto di sale, piuttosto che un altro. Attraverso il gusto, il cavallo riesce a differenziare i cibi, a esercitarsi alla loro preferenza (imparando a evitare alimenti che possono dar luogo a disturbi) e ad acquisire informazioni circa la tossicita\u0300 delle essenze vegetali. Ed e\u0300 sempre attraverso il gusto che il cavallo in natura sceglie l&#8217;alimento, in base al proprio fabbisogno energetico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per terminare questo articolo possiamo dire che la vista e\u0300 molto importante per il cavallo nella percezione dell&#8217;ambiente ed e\u0300 anche il senso piu\u0300 studiato, di cui si conoscono meglio le caratteristiche. Tuttavia sarebbe un grave errore pensare che la vista sia un fattore a se\u0301 rispetto agli altri sensi. <strong>La vista, l&#8217;udito, l&#8217;olfatto, il tatto e il gusto<\/strong> lavorano insieme per dare ai cavalli la giusta percezione dell&#8217;ambiente che li circonda, sia da vicino che da lontano. E\u0300 un lavoro di squadra, all&#8217;interno del quale i diversi sensi si sono evoluti e integrati nei millenni e hanno contribuito a far si che il cavallo non solo sia arrivato fino ai giorni nostri, ma ci abbia anche accompagnato nel nostro progresso. E\u0300 pero\u0300 di fatto impossibile immedesimarsi nel suo mondo sensoriale, ne\u0301 possiamo pensare che i cavalli ascoltino, vedano o odorino come facciamo noi.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo commettiamo un grave errore di valutazione ogniqualvolta gli attribuiamo capacita\u0300 sensoriali e intellettive uguali alle nostre. <strong>Quello che dobbiamo fare e\u0300 conoscerli<\/strong>, conoscere le regole psicologiche con cui funziona la loro mente, che sono le stesse delle altre specie animali. Inoltre, conoscere il perche\u0301 si comportino in una certa maniera piuttosto che in un&#8217;altra, permettera\u0300 di creare una comunicazione bidirezionale (che usa linguaggi diversi) efficiente per insegnare loro che da noi non hanno niente da temere. Per esempio, per quanto riguarda gli aspetti &#8220;visivi&#8221;, in una bella giornata di sole dobbiamo convincere il nostro amico (non con le chiacchiere) che siamo il suo &#8220;cane guida&#8221;, mentre per quanto riguarda suoni e rumori ad alta frequenza dobbiamo imparare noi a far si\u0300 che il cavallo sia il nostro apparecchio acustico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo degli odori, dobbiamo accettare la superiorita\u0300 del suo olfatto e sapere che sente molto meglio di noi se qualcuno ha cambiato bagno schiuma o deodorante, ed evitare odori che lo infastidiscono o lo agitano. E, soprattutto, dobbiamo rispettarne l&#8217;elevata sensibilita\u0300 tattile, non trascurando che a essa e\u0300 associata una forza fisica alquanto superiore alla nostra, che possiamo gestire con dei segnali tattili che devono essere comprensibili per il cavallo ed educati <strong>(cioe\u0300 non provocare dolore o fastidio eccessivo)<\/strong>. Come potete immaginare tutto cio\u0300 non e\u0300 facile, ma se ci poniamo nelle condizioni di saper &#8220;ascoltare&#8221; e &#8220;conoscere&#8221; nella maniera corretta il nostro cavallo, saremo in grado di fare notevoli passi avanti.<\/p>\r\n\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il cavallo la parola &#8220;vista&#8221;, &#8220;udito&#8221;, &#8220;olfatto&#8221;, &#8220;tatto&#8221; e &#8220;gusto&#8221; non hanno lo stesso significato che per noi. Pertanto, il primo passo per comprendere appieno il comportamento, la psicologia e le necessita\u0300 etologiche del cavallo e\u0300 imparare come lui percepisce il mondo che lo circonda, come reagisce agli stimoli e come utilizza i suoi sensi. 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