{"id":2078,"date":"2026-01-07T12:28:05","date_gmt":"2026-01-07T11:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/?p=2078"},"modified":"2026-02-16T21:31:03","modified_gmt":"2026-02-16T20:31:03","slug":"facilitazione-sociale-inter-e-intraspecifica-nel-cavallo-in-relazione-a-uno-stimolo-stressogeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/2026\/01\/07\/facilitazione-sociale-inter-e-intraspecifica-nel-cavallo-in-relazione-a-uno-stimolo-stressogeno\/","title":{"rendered":"FACILITAZIONE SOCIALE INTER E INTRASPECIFICA NEL CAVALLO IN RELAZIONE A UNO STIMOLO STRESSOGENO"},"content":{"rendered":"<div style=\"background-color: #e6f2ff;padding: 20px\">\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Le modalit\u00e0 con cui un cavallo reagisce, esplora o si regola di fronte ad una difficolt\u00e0 raccontano molto pi\u00f9 di quanto appaia in superficie. Ogni risposta \u00e8 il risultato di un equilibrio complesso tra esperienza, contesto e relazioni, e osservare come un cavallo affronta una situazione potenzialmente stressante significa avvicinarsi al suo modo di stare nel mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Comprendere questi processi non \u00e8 solo una questione teorica: fa parte di quel patrimonio di conoscenze che dovrebbe accompagnare chiunque lavori, viva o condivida il proprio tempo con i cavalli. Sapere cosa pu\u00f2 facilitare un cavallo, cosa pu\u00f2 invece metterlo in difficolt\u00e0, e in che modo il contesto influisce sulle sue risposte, \u00e8 un tassello fondamentale nella costruzione di una gestione e di un lavoro pi\u00f9 consapevoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">La ricerca presentata in questo articolo, a cura di\u00a0<strong>Debora Cinganelli<\/strong>, si inserisce in questo percorso di approfondimento. Neuro-etologa, ricercatrice indipendente e laureata magistrale con lode in Evoluzione del Comportamento Umano e Animale, Cinganelli si occupa di comportamento equino integrando osservazioni etologiche, parametri fisiologici e strumenti di analisi avanzata. Il lavoro qui presentato nasce da un progetto di ricerca originale condotto come Principal Investigator e rappresenta un contributo concreto allo studio delle risposte del cavallo in situazioni potenzialmente stressanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Questo contributo inaugura una rubrica dedicata alla divulgazione di ricerche scientifiche e collaborazioni nel campo delle scienze equine.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><em>Di seguito viene presentato l\u2019articolo di ricerca a cura di <strong>Debora Cinganelli<\/strong>.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\"><strong>ABSTRACT<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">L\u2019obiettivo di questa ricerca \u00e8 investigare la presenza di facilitazione sociale inter specifica, cio\u00e8 tra animali di due specie diverse, e intra-specifica, cio\u00e8 tra due animali della stessa specie, nel cavallo quando si approccia a uno stimolo che per lui pu\u00f2 rappresentare una fonte di stress.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Per facilitazione sociale si intende il fenomeno per cui la presenza di altri abbia la capacit\u00e0 di rendere pi\u00f9 facile il superamento del momento di difficolt\u00e0, quindi in questo caso la domanda \u00e8 se la presenza di altri cavalli rende pi\u00f9 semplice per il cavallo gestire la presenza di uno stimolo stressogeno (facilitazione sociale intraspecifica) e se lo stesso avviene quando il cavallo affronta lo stress in presenza di una persona (facilitazione sociale interspecifica).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il test ha coinvolto 27 cavalli divisi in 3 gruppi da 9 cavalli ciascuno:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 1: il soggetto affronta lo stimolo da solo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 2: il soggetto affronta il test accompagnato da una persona<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 3:il soggetto affronta il test accompagnato da un cavallo che \u00e8 gi\u00e0 familiare con lo stimolo stressogeno<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il test durava 10 minuti ed era condotto nel tondino con cui i cavalli erano gi\u00e0 familiari.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I parametri misurati e analizzati per la ricerca erano 5:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">Analisi dei comportamenti mostrati durante il test<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Analisi spaziale quindi come il soggetto sceglieva di utilizzare lo spazio che aveva a disposizione<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Analisi delle espressioni facciali utilizzando un criterio puramente anatomico secondo il sistema di codifica EquiFACS<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">La variazione della frequenza cardiaca, misurata con un cardiofrequenzimetro toracico<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">La variazione nei livelli di cortisolo salivare, misurato prima e dopo il test tramite prelievo di campioni di saliva<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">L\u2019analisi di questi 5 parametri, 3 comportamentali e 2 biologici, e i successivi test statistici hanno mostrato una forte differenza tra il primo gruppo e i gruppi accompagnati e questo conferma l\u2019ipotesi iniziale dell\u2019esistenza di meccanismi di facilitazione sociale sia inter che intraspecifici nei cavalli che interagiscono con un potenziale stress.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il cavallo \u00e8 un erbivoro monogastrico, che in natura mangia e si sposta quasi continuamente, per circa 18 ore al giorno; \u00e8 un animale estremamente sociale che in natura vive in gruppi con gerarchia di dominanza complessa e contesto-specifica.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Si tratta di un animale predato la cui sopravvivenza passa per una costante consapevolezza dei cambiamenti intorno a lui e quindi \u00e8 per sua stessa indole neofobico, ossia diffidente nei confronti degli stimoli che non conosce, e che innescano principalmente due tipi di riposte:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">La risposta di paura, che evoca rapide risposte difensive che possono essere di <em>freezing, flight-or-fight<\/em>, accompagnate da una serie di cambiamenti ormonali e autonomici in preparazione all\u2019effettiva messa in atto del comportamento<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">La risposta esplorativa, la cui motivazione e\u0300 la curiosit\u00e0 ossia la spinta ad acquisire nuove informazioni su uno stimolo sconosciuto avvicinandosi ed esplorandolo senza che ci sia una prospettiva immediata di ricompensa.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Alla luce di questo diventa evidente come i comportamenti sociali abbiano grande importanza nell\u2019etogramma equino, ossia nell\u2019insieme dei comportamenti che un equino pu\u00f2 scegliere di esibire. Questa importanza \u00e8 confermata dal fatto che i cavalli provano maggiori livelli di ansia se separati dai loro compagni e dai loro conspecifici in generale.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I comportamenti sociali hanno molte funzioni come mantenere il gruppo coeso in modo da individuare potenziali pericoli pi\u00f9 velocemente e avere un migliore tasso riproduttivo come conseguenza della migliore protezione di cui la prole pu\u00f2 beneficiare (Waran, 2001).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Queste strategie sono basate su comportamenti di cooperazione che influenzano le attivit\u00e0 comuni utilizzando un meccanismo definito \u201cfacilitazione sociale\u201d. Un esempio di facilitazione sociale pu\u00f2 essere visto nella motivazione che spinge il branco a muoversi quotidianamente ed \u00e8 sempre la facilitazione sociale che permette a un soggetto di reagire rapidamente al comportamento di altri cavalli imitando la loro stessa riposta comportamentale anche quando esso non ha percepito lo stimolo che ha innescato la reazione degli altri (Riley et al., 2022).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Su queste basi ho deciso di indagare se la facilitazione sociale potesse avere un ruolo anche nell\u2019affrontare uno stimolo stressogeno, ossia potenzialmente stressante, e se questo meccanismo esistesse solo tra conspecifici o anche tra cavalli e umani.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\"><strong>MATERIALI E METODI<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">La raccolta dati per la ricerca si \u00e8 svolta nel dicembre 2023 presso la sede di \u201cAddestramento Etologico\u00ae&#8221; a Pistoia. Il test si \u00e8 svolto in un tondino coperto di 20 metri di diametro, spazio con cui tutti i soggetti erano gi\u00e0 familiari.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">La durata totale del test era di 15 minuti, cos\u00ec strutturati: 5 minuti iniziali di acclimatamento al contesto e 10 minuti successivi passati in presenza dello stimolo.<\/span><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2079\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001-220x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001-220x300.jpeg 220w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001-751x1024.jpeg 751w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001-768x1047.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001-1126x1536.jpeg 1126w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00001.jpeg 1314w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Lo stimolo consisteva in un gonfiabile (90x100x40cm) decorato con nastri e filamenti di colori brillanti e finitura metallica; il tutto era fissato a uno stativo a cui era inoltre attaccato un piccolo ventilatore che creava movimento continuo di nastri e filamenti colorati.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Hanno partecipato al test 27 cavalli, di cui 14 femmine e 13 castroni, di et\u00e0 compresa tra i 3 e i 22 anni. Tutti i cavalli erano gestiti in spaziosi paddock individualmente oppure in gruppo con acqua e fieno sempre a disposizione.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I cavalli erano divisi in 3 gruppi da 9 soggetti ciascuno:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 1 \u2013 G1: ogni soggetto affronta il test da solo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 2 \u2013 G2: ogni soggetto affronta il test accompagnato da un umano a lui familiare<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Gruppo 3 \u2013 G3: ogni soggetto affronta il test accompagnato da un conspecifico appartenente al suo stesso gruppo sociale e gi\u00e0 esposto in precedenza allo stimolo<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Per indagare la presenza di facilitazione sociale inter e intraspecifica nel cavallo che veniva esposto allo stimolo stressogeno sono stati valutati 5 parametri, di cui 3 comportamentali e 2 biologici, ossia: osservazione comportamentale, analisi del comportamento spaziale, analisi delle espressioni facciali, variazione della frequenza cardiaca, variazione dei livelli di cortisolo salivare.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I 3 parametri comportamentali sono stati analizzati attraverso la codifica di video registrati da un totale di 8 telecamere a copertura dell\u2019intero tondino, mentre i 2 parametri biologici sono stati rilevati rispettivamente da un cardiofrequenzimetro toracico e prelievi salivari pre e post test.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2081\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00002-239x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00002-239x300.jpeg 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interamente frame-by-frame.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Per l\u2019analisi sono stati codificati circa 30 comportamenti in tutto: comportamenti locomotori (immobilit\u00e0, passo, trotto, galoppo, passi indietro, dietro-front), vocalizzazioni (strilli acuti ossia <em>squeal<\/em>, nitriti acuti ossia <em>whinny<\/em>, nitriti bassi, morbidi e nasali ossia <em>nicker<\/em>, sbuffi ossia <em>snort<\/em>, soffi che provocano un\u2019esalazione forzata dell\u2019aria ossia <em>blow<\/em>), i contatti (contatto diretto con lo stimolo, contatto diretto con la persona, vicinanza allo stimolo, contatto diretto con il conspecifico, proposta di grooming, ricezione di grooming, vicinanza al conspecifico), comportamenti eliminatori e, infine, altri comportamenti (rotolarsi, scuotersi, grattare con l\u2019anteriore, sbadigliare, masticare, alzare il collo, immobilit\u00e0 rivolta verso lo stimolo, immobilit\u00e0 in direzione opposta allo stimolo, <em>flehmen<\/em>).<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><strong><span style=\"color: #000000\"><u> Osservazione spaziale<\/u><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Per l\u2019analisi delle modalit\u00e0 con cui il cavallo ha scelto di utilizzare lo spazio che aveva a disposizione \u00e8 stata usata una telecamera attaccata al tetto, con inquadratura zenitale e si sono individuate 3 aree:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">Area vicino allo stimolo, entro un raggio di 3 metri dallo stimolo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Area intermedia, all\u2019interno di un raggio compreso tra i 3 e i 5 metri dallo stimolo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">Area lontana dallo stimolo, a pi\u00f9 di 5 metri di raggio dallo stimolo<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2084\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-300x149.jpeg\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-300x149.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-1024x510.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-768x382.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-1536x765.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00005-2048x1020.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2085\" style=\"color: #737373;font-size: 1rem\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00006-234x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00006-234x300.jpeg 234w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00006-799x1024.jpeg 799w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00006-768x984.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00006.jpeg 1072w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Anche in questo caso l\u2019analisi del comportamento \u00e8 stata fatta utilizzando il software BORIS\u00ae, configurato con matrice di esclusione per evitare qualsiasi rischio che le aree potessero soprammettersi. Il parametro per stabilire l\u2019area in cui il cavallo si trovava era la posizione del garrese.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><strong><span style=\"color: #000000\"><u> Espressioni facciali<\/u><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000\">Le espressioni facciali sono state registrate utilizzando 3 videocamere e anche in questo caso i filmati ottenuti sono stati codificati utilizzando il software BORIS\u00ae con modalit\u00e0 multicamera sincronizzata e osservati frame-by-frame. Le espressioni sono state codificate tramite il sistema di codifica EquiFACS (Wathan <em>et al<\/em>.,2015), basato sulla contrazione e il rilascio della muscolatura facciale. Questa base esclusivamente anatomica rende la codifica EquiFACS un metodo oggettivo per quantificare e misurare il comportamento, evitando che la potenziale interferenza del contesto emotivo rischi di distorcere i dati.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Nella codifica con BORIS\u00ae ho considerato ogni contrazione muscolare come un evento puntuale, ossia un accadimento privo di durata e questo mi ha consentito di ricavare la frequenza di occorrenza di ogni azione durante il test.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">EquiFACS identifica 17 AU ossia <em>action units<\/em>, in cui c\u2019\u00e8 una corrispondenza diretta, 1:1 tra l\u2019attivazione di un muscolo e l\u2019espressione facciale e 11 AD ossia <em>action descriptors<\/em>, in cui questa corrispondenza diretta non \u00e8 cos\u00ec marcata.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2086\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007-219x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"390\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007-219x300.jpeg 219w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007-746x1024.jpeg 746w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007-768x1054.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007-1119x1536.jpeg 1119w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00007.jpeg 1310w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><strong><span style=\"color: #000000\"><u><u> Variazione della frequenza cardiaca<\/u><\/u><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2087\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008-242x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008-242x300.jpeg 242w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008-825x1024.jpeg 825w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008-768x953.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008-1238x1536.jpeg 1238w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00008.jpeg 1428w\" sizes=\"(max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Un parametro fisiologico importante nella valutazione della presenza di stress \u00e8 l\u2019aumento della frequenza cardiaca. Lo stress, infatti, provoca l\u2019attivazione del sistema nervoso simpatico, parte del sistema nervoso autonomo, che a sua volta provoca il rilascio di catecolamine come epinefrina e norepinefrina da parte della midollare del surrene.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Queste catecolamine provocano una serie di effetti a cascata su vari tessuti come l\u2019aumento della frequenza respiratoria, l\u2019aumento della pressione, l\u2019aumento dell\u2019apporto di sangue verso le estremit\u00e0 distali del corpo e appunto l\u2019aumento della frequenza cardiaca.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">La frequenza cardiaca \u00e8 stata registrata con un cardiofrequenzimetro Polar H10, in cui il trasmettitore \u00e8 applicato a una fascia elastica applicata al cavallo. Trattandosi di 27 cavalli gi\u00e0 domati a sella, erano tutti abituati alla compressione nella regione delle cinghie esercitata da sella e sottopancia che \u00e8 di gran lunga superiore a quella esercitata dalla fascia elastica.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Visto che il test si \u00e8 svolto in inverno, con cavalli non coperti e non tosati, sono state utilizzate abbondanti quantit\u00e0 di gel conduttore per facilitare la trasmissione del segnale elettrico nonostante il pelo lungo.)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">L\u2019affidabilit\u00e0 dei cardiofrequenzimetri nel misurare la variazione della frequenza cardiaca \u00e8 stata provata equiparabile ai dispositivi ECG, infatti non sono state riscontrate differenze significative nei dati raccolti con le due diverse metodologie (Kapteijn <em>et al<\/em>., 2022; Vanderlei <em>et al.,<\/em> 2008; Engstr\u00f6m <em>et al<\/em>., 2012).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2088\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009-188x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"620\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009-188x300.jpeg 188w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009-642x1024.jpeg 642w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009-768x1226.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009-962x1536.jpeg 962w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00009.jpeg 1010w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><strong><span style=\"color: #000000\"><u> Variazione dei livelli di cortisolo salivare<\/u><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">L\u2019analisi del cortisolo salivare \u00e8 un altro parametro fisiologico chiave nella valutazione dello stress.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2089\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010-300x289.jpeg\" alt=\"\" width=\"459\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010-300x289.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010-1024x987.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010-768x740.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010-1536x1481.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00010.jpeg 1842w\" sizes=\"(max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Lo stress infatti va ad attivare l\u2019asse HPA, anche detto appunto asse dello stress: si attiva l\u2019ipotalamo, che rilascia CRH nel portale ipotalamo-ipofisario e da qui raggiunge l\u2019adenoipofisi (parte anteriore dell\u2019ipofisi) dove innesca il rilascio di ACTH che viene rilasciato nella circolazione sanguigna generale e va a raggiungere la corticale del surrene in cui innesca la secrezione di cortisolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Se lo stress cronico pu\u00f2 essere valutato tramite l\u2019analisi del cortisolo in campioni di feci o pelo, il test di questa ricerca creava una situazione di potenziale stress acuto quindi in questo caso i campioni pi\u00f9 appropriati sarebbero stati quelli ematici o salivari: ho preferito quello salivare poich\u00e9 risulta meno invasivo per l\u2019animale e va quindi a minimizzare il rischio dello stress addizionale che poteva essere indotto dal prelievo sanguigno.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il primo prelievo avveniva a riposo e il secondo dopo 20 minuti dalla fine del test. Particolare attenzione \u00e8 stata posta sul mantenere il secondo prelievo tra i 15 e i 30 minuti dalla fine del test in modo da raccogliere i piccol massimo della componente libera di cortisolo rilasciato nella saliva dopo uno stress (Niittynen et al., 2022; Boh\u00e0k et al., 2013; K\u0119dzierski et al., 2013).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2090\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-300x238.jpeg\" alt=\"\" width=\"607\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-300x238.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-1024x814.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-768x610.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-1536x1221.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00011-2048x1628.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Per i prelievi sono state utilizzate delle Salivette e il campione \u00e8 stato raccolto usando guanti in lattice e passando il tampone in cotone tenuto con una pinza chirurgica per almeno 30 secondi nella bocca del cavallo. A fine raccolta i campioni sono stati congelati e poi portati nel laboratorio di Fisiologia Veterinaria nel Dipartimento di Scienze Veterinarie dell\u2019Universit\u00e0 di Torino.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Una volta in laboratorio siamo andati a determinare la concentrazione del cortisolo salivare dei campioni mediante metodica immunoenzimatica. Quindi, dopo aver scongelato e centrifugato i campioni, seguendo il protocollo riassunto nell\u2019infografica abbiamo ottenuto i valori di concentrazione del cortisolo.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2091\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-300x144.jpeg\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-300x144.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-1024x492.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-768x369.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-1536x738.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00012-2048x983.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><strong><span style=\"color: #000000\"><u>Analisi statistica<\/u><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">L\u2019analisi statistica condotta sui dati quantitativi raccolti ha consentito di indagare con oggettivit\u00e0 la variazione che i vari parametri hanno avuto come conseguenza dell\u2019esposizione allo stimolo stressogeno.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2092\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-300x140.jpeg\" alt=\"\" width=\"679\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-300x140.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-1024x479.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-768x359.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-1536x719.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00013-2048x959.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>RISULTATI<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I risultati delle analisi dei comportamenti motori e spaziali hanno mostrato delle differenze significative tra i gruppi. In particolare G1 inizia a muoversi al passo pi\u00f9 spesso di G2, si trova nell\u2019area lontano dallo stimolo pi\u00f9 spesso di G2 e G3, media pi\u00f9 spesso di G3 e immobile verso lo stimolo pi\u00f9 spesso di G3; G2 passa meno tempo lontano e pi\u00f9 tempo a distanza media dallo stimolo rispetto a G3.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2093\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00014-300x188.jpeg\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00014-300x188.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00014-1024x642.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00014-768x481.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00014-1536x963.jpeg 1536w, 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src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-300x142.jpeg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-300x142.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-1024x486.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-768x364.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-1536x728.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-2048x971.jpeg 2048w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00017-420x200.jpeg 420w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Passando ai parametri fisiologici, vediamo dal grafico relativo all\u2019andamento della <strong>frequenza cardiaca<\/strong> come tutti e tre i gruppi, che non avevano differenze significative tra di loro nei valori a risposo, mostrino un picco dopo l\u2019introduzione dello stimolo ma nel gruppo 1 questo picco \u00e8 significativamente pi\u00f9 alto che negli altri due e i valori restano alti pi\u00f9 a lungo.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2097\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00018-266x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00018-266x300.jpeg 266w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00018-909x1024.jpeg 909w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00018-768x865.jpeg 768w, 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La statistica sui dati normalizzati sull\u2019<em>internal loading control<\/em>, in figura C, indica invece come G1 mostri un incremento significativo del cortisolo rispetto a G2 e G3 mentre non si rilevano differenze significative tra la variazione di G2 e quella di G3.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2098\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019-300x278.jpeg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019-300x278.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019-1024x949.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019-768x712.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019-1536x1424.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00019.jpeg 1888w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Ho infine testato le correlazioni tra i vari parametri e qua vediamo che l\u2019<em>heat-map<\/em> di sinistra mostra i coefficienti di Pearson mentre quello di destra riporta i <em>p-values<\/em>; vediamo come si leggono queste due matrici:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><span style=\"color: #000000\">L\u2019<em>heat-map <\/em>a sinistra ci mostra i coefficienti di Pearson cio\u00e8 ci dice se due parametri hanno una correlazione positiva, quando il valore si avvicina a +1 ossia quando la casella in cui i valori si incontrano \u00e8 blu oppure se hanno una correlazione negativa, quando il valore si avvicina a -1 e la casella \u00e8 rossa. L\u2019intensit\u00e0 del colore, rosso o blu che sia, ci dice quanto positiva o quanto negativa sia la correlazione in esame.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">La correlazione \u00e8 positiva quando all\u2019aumentare di un parametro aumenta anche l\u2019altro, mentre \u00e8 negativa quando all\u2019aumentare di un parametro l\u2019altro diminuisce.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">L\u2019<em>heat-map <\/em>a destra, invece, ci mostra i <em>p-values<\/em> ossia i valori che ci dicono quanto una correlazione \u00e8 forte. Sulla base della legenda a destra possiamo dire infatti che pi\u00f9 una correlazione \u00e8 debole e pi\u00f9 il colore della sua casella tender\u00e0 al giallo, pi\u00f9 sar\u00e0 forte e pi\u00f9 tender\u00e0 al viola.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Quindi l\u2019<em>heat-map <\/em>dei <em>p-values<\/em>, a destra, ci rivela la forza della correlazione che esiste tra due parametri mentre l\u2019<em>heat-map <\/em>dei coefficienti di Pearson, a sinistra, ci dice se quella correlazione \u00e8 positiva (crescono entrambi i valori) o negativa (un valore cresce al calare dell\u2019altro).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Per esempio le correlazioni pi\u00f9 forti, quelle in viola nell\u2019<em>heat-map <\/em>dei<em> p-values<\/em>, mostrano una correlazione positiva tra cortisolo e frequenza cardiaca, tra passo e tempo passato lontano dallo stimolo e tra passo e tempo passato a distanza media dallo stimolo e una correlazione negativa tra il comportamento di <em>ear forward <\/em>e tempo passato lontano.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2099\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-300x144.jpeg\" alt=\"\" width=\"669\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-300x144.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-1024x493.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-768x370.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-1536x739.jpeg 1536w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00020-2048x986.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\"><strong>DISCUSSIONE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Cerchiamo quindi di riepilogare e unire tutti i singoli risultati ottenuti per poter fare una valutazione complessiva.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2100\" src=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00021-300x149.jpeg\" alt=\"\" width=\"676\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00021-300x149.jpeg 300w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00021-1024x508.jpeg 1024w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00021-768x381.jpeg 768w, https:\/\/www.addestramentoetologico.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Pic00021-1536x762.jpeg 1536w, 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nell\u2019etogramma dei comportamenti esplorativi e li hanno rivolti sia allo stimolo che all\u2019umano, a cui restavano accanto a lungo.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Frequenza cardiaca e cortisolo mostrano livelli di stress pi\u00f9 basso.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I soggetti di G3 rivolgevano molta meno attenzione allo stimolo e si concentravano invece sull\u2019interazione con il conspecifico e anche lo schiacciare le orecchie rientrava \u00e8 uno dei segnali di minaccia che rivolgevano al compagno per difendere il loro spazio dalle intrusioni dell\u2019altro.Anche in questo caso i parametri biologici mostrano variazioni minori e i risultati sono simili a quelli di G2.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">R<span style=\"color: #000000\">iprendendo quindi le fila della ricerca, l\u2019ipotesi iniziale sull\u2019esistenza di forme di facilitazione sociale inter e intra-specifica nei cavalli esposti a uno stress trova le sue radici nelle caratteristiche biologiche ed etologiche degli equini, in quanto animali predati, sospettosi nei confronti degli stimoli sconosciuti e costantemente molto consapevoli dell\u2019ambiente intorno a loro.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Infatti, la forte socialit\u00e0 dei cavalli, che nelle loro condizioni naturali vivono in gruppi con gerarchie estremamente complesse e una sopravvivenza strettamente collegata alla coesione del gruppo sociale, suggerisce la presenza di meccanismi di facilitazione sociale.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Le risposte fisiologiche e comportamentali innescate dallo stimolo sono state analizzate valutando i comportamenti manifestati, i comportamenti spaziali, la mimica facciale, la variazione della frequenza cardiaca e dei livelli di cortisolo salivare. Le analisi statistiche hanno confrontato i tre gruppi nelle tre differenti condizioni: da soli, con un umano familiare, con un conspecifico del loro gruppo sociale gi\u00e0 esposto in precedenza allo stimolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Quello che \u00e8 emerso \u00e8 che il livello di stress manifestato dal gruppo di controllo (G1) \u00e8 stato superiore a quello manifestato da entrambi i gruppi sperimentali (G2 e G3) e questo ci conferma l\u2019esistenza di una facilitazione sociale intraspecifica.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Invece, il fatto che i risultati ottenuti dal gruppo accompagnato dall\u2019umano (G2) non mostrino differenze significative rispetto a quello accompagnato da un altro cavallo (G3), ci indica che esiste una facilitazione sociale interspecifica.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Quindi possiamo affermare che sulla base dei parametri considerati e delle analisi svolte esistono forme di facilitazione sociale inter e intraspecifica nel cavallo che si relaziona a uno stimolo stressogeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Tali risultati sottolineano quanto sia importante tenere in considerazione l\u2019importanza della dimensione sociale dei cavalli e l\u2019esistenza di questi meccanismi di facilitazione sociale. Questo infatti dovrebbe incoraggiare proprietari, trainer, groom, istruttori e in generale chiunque abbia in gestione dei cavalli o si trovi a contatto con loro a mettere in atto accorgimenti semplici nella vita di tutti i giorni, come coinvolgere un conspecifico o un umano di riferimento per il soggetto nei momenti di introduzione di elementi nuovi.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Anche solo un accorgimento cos\u00ec semplice infatti potrebbe rendere il training meno stressante per il cavallo ma anche pi\u00f9 sicuro sia per il cavallo stesso che per il trainer per il quale diminuirebbe il rischio di lesioni e infortuni a seguito di reazioni esplosive e potenzialmente pericolose dettate dallo stato di forte ansia dell\u2019animale.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #008080\"><strong>Nota editoriale di Addestramento Etologico\u00ae<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"background-color: #e6f2ff;padding: 20px;border-radius: 8px\">\n<p><span style=\"color: #000000\">I dati emersi da questa ricerca invitano a spostare l\u2019attenzione dalle singole reazioni del cavallo alle condizioni in cui queste prendono forma.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Comprendere come un cavallo affronta una situazione potenzialmente stressante significa interrogarsi sul ruolo del contesto e sugli elementi che possono influenzarne l\u2019esperienza. In questo spazio di osservazione, la conoscenza scientifica diventa uno strumento per leggere il comportamento con maggiore precisione e orientare scelte pi\u00f9 consapevoli.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le modalit\u00e0 con cui un cavallo reagisce, esplora o si regola di fronte ad una difficolt\u00e0 raccontano molto pi\u00f9 di quanto appaia in superficie. Ogni risposta \u00e8 il risultato di un equilibrio complesso tra esperienza, contesto e relazioni, e osservare come un cavallo affronta una situazione potenzialmente stressante significa avvicinarsi al suo modo di stare nel mondo. 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